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Come va fatto il conteggio della malattia nel triennio?

a) partendo dalla fine della malattia in corso?

oppure


b)dall'inizio della malattia in corso ?

Un tempo il conteggio andava fatto in base alla Circolare R.G.S. 195525 del 19.10.98 calcolando il triennio di riferimento dall'ultimo giorno dell' episodio morboso in corso.


Oggi in base anche alla nota prot. 0093898 del 23 ottobre 2001 del Ministero dell'Economia e delle Finanze il triennio da considerare per il conteggio dei diciotto mesi di assenza va calcolato, andando, a ritroso, dal giorno che precede l'ultimo episodio morboso.

L'ARAN ad un quesitone su assenza per mallattia posto per il Contratto degli statali dice di consultare i prospetti del Contratto del Comparto Regioni ed autonomie locali. Infatti la stessa rispondendo ad un quesito del Comparto Regioni ed autonomie locali dopo aver illustrato il problema rinvia agli esempi pratici della Tabella A allegata al CCN Integrativo sottoscritto il 13.5.1996.

Tabella A allegata al CCN Integrativo sottoscritto il 13.5.1996.

ASSENZE PER MALATTIA - ESEMPI PRATICI
1. Applicazione dell' art. 21, comma 1 . 1.1. Si supponga che un dipendente, dopo il 6 luglio 1995, si assenti per malattia secondo il seguente schema: - dal 10 settembre 1995 al 10 novembre 1995 (due mesi); - dal 15 gennaio 1996 al 15 novembre 1996 (dieci mesi); - dal 20 luglio 1998 al 20 febbraio 1999 (sette mesi - ultimo episodio morboso). Per stabilire se e quando sarà superato il cosiddetto "periodo di comporto" è necessario: -sommare le assenze intervenute nei tre anni precedenti la nuova malattia; -sommare a tali assenze quelle dell'ultimo episodio morboso. Applicando tali regole si ha: - totale assenze effettuate dal 19 luglio 1995 al 19 luglio 1998: dodici mesi - ultimo episodio morboso: sette mesi - totale: diciannove mesi Al 20 gennaio 1999 il dipendente avrà totalizzato 18 mesi di assenza. Dal 21 gennaio 1999 egli avrà quindi superato il periodo massimo consentito di assenza retribuita (salva la possibilità di fruire di un ulteriore periodo di assenza non retribuita di diciotto mesi). 1.2. Si supponga ora che il Dirigente si assenti secondo il seguente schema: - dal 10 settembre 1995 al 10 novembre 1995 (due mesi); - dal 15 gennaio 1996 al 15 novembre 1996 (dieci mesi); - dal 20 dicembre 1997 al 20 giugno 1998 (sei mesi); -dal 20 dicembre 1999 al 20 gennaio 2000 (un mese - ultimo episodio morboso). Applicando le regole illustrate nel punto 1.1. si può verificare che il dipendente ha ancora diritto alla conservazione del posto con retribuzione per un periodo di undici mesi (salva la possibilità di fruire di un ulteriore periodo di assenza non retribuita di diciotto mesi). Infatti: - totale assenze effettuate dal 19 dicembre 1996 al 19 dicembre 1999: sei mesi -ultimo episodio morboso: un mese - totale: sette mesi Al 20 giugno 1998 il dipendente completa, ma non supera, il periodo consentito; successivamente egli non effettua assenze fino al 20 dicembre 1999, con la conseguenza che al fine del computo dei tre anni si dovrà andare a ritroso fino al 19 dicembre 1996, senza tener conto delle assenze precedenti tale ultima data. Al 20 gennaio 1999 egli avrà totalizzato solo sette

Pertanto è necessario:


1- sommare le assenze intervenute nei 3 anni precedenti la nuova malattia;

2- sommare tali assenze a quella dell'ultimo periodo morboso.


Seguendo tale criterio alle assenze effettuate negli ultim 3 anni vanno aggiunte quelle del nuovo episodio morboso per stabilire se e quando verrà superato il periodo massimo consentito.